Olivo
Olea europaea
Agronomia
- Periodo di raccolta
- Ottobre-Dicembre
- Periodo di potatura
- Marzo-Aprile (potatura di produzione)
- Forma di allevamento
- Vaso policonico
- Portainnesto consigliato
- Franco (da seme) o talea
- Sesto d'impianto
- 6 × 6 (tradizionale); 4 × 6 (intensivo) m
- Resistenza al freddo
- -10°C (cultivar resistenti); -5°C in produzione
- Resistenza alla salsedine
- alta
- Impollinatori richiesti
- Variabile per cultivar (Frantoio, Leccino, Pendolino come impollinatori universali)
- Autofertile
- parziale
- Entrata in produzione (anni)
- 5
Calendario operativo
Raccolta
- Settimana 40-52luna crescente
Potatura
- Settimana 9-17produzioneluna calante
Relazioni
Tecniche di irrigazione
Ricette
Scheda
Caratteristiche
Pianta simbolo del Mediterraneo, sempreverde longeva (esemplari secolari diffusi). Sopporta siccità, salsedine, vento, terreni poveri. Da molto giovane entra in produzione (5-7 anni dalla messa a dimora di una pianta in vaso da vivaio), a piena produzione dopo 15-20 anni. Le principali cultivar italiane per olio sono Frantoio, Leccino, Moraiolo (Toscana), Coratina, Cellina (Puglia), Carolea (Calabria), Taggiasca (Liguria). Per la costa centro-italiana le più diffuse sono Frantoio, Leccino, Pendolino (impollinatore), Maurino, Moraiolo.
Impianto
- Esposizione: sole pieno, possibilmente pendio leggero per drenaggio
- Sesto: tradizionale 6 × 6 m (300 piante/ha); intensivo 4 × 6 m fino a 5 × 7 m
- Portainnesto: franco (da seme) o pianta da talea autoradicata
- Periodo migliore: novembre-marzo a radice nuda; tutto l'anno in vaso (evitare luglio-agosto)
- Buca: 60 × 60 × 60 cm, drenaggio essenziale (l'olivo non sopporta ristagni)
- Ammendanti: compost maturo e una manciata di letame pelletato sul fondo
- Tutore i primi anni, soprattutto in zone ventose
Cura annuale
- Concimazione: ottobre-novembre con compost o letame maturo al piede (15-20 kg per pianta adulta). Eventualmente un macerato di ortica/consolida in copertura primaverile
- Irrigazione: inutile in piantagioni tradizionali da olio adulte. Per i primi 3-4 anni e per olivi da mensa, irrigazione di soccorso estiva a goccia (2-3 volte al mese) aiuta resa e calibratura olive
- Lavorazioni: cotica erbosa naturale o controllata, sfalci ai piedi della pianta. Evitare lavorazioni profonde alle radici
- Pacciamatura organica al piede utile per giovani esemplari
Potatura
- Periodo: marzo-aprile (dopo i freddi, prima del germoglio)
- Tipo: vaso policonico classico italiano. 3-4 branche principali divergenti, branche secondarie a "Y", branchette produttive distribuite
- Principi: l'olivo fruttifica su rami dell'anno precedente. Mantenere "scheletro" aperto al sole. Tagliare i polloni alla base, eliminare succhioni verticali, sfoltire l'interno della chioma
- Regola pratica: deve poter passare un uccellino in volo dentro la chioma
- Riforma di piante vecchie: tagli grossi su 2-3 anni progressivi, mai tutto in un anno
- Materiale di risulta: ottima legna da ardere, oppure trincianta per pacciame
Impollinazione e produzione
- Auto-incompatibile parziale per molte cultivar: produzione migliora con un impollinatore vicino
- Per costa centro-italiana, Pendolino è impollinatore universale ottimo
- Impollinazione anemofila (vento), fioritura maggio-giugno (mignolatura)
- Entrata in produzione: 5-7 anni
- Piena produzione: 15-20 anni
- Alternanza di produzione: tipica (un anno carico, uno scarico). Si attenua con potatura corretta e nutrizione
Avversità tipiche
- Mosca olearia (Bactrocera oleae): la peste numero uno per l'olio. Larva nell'oliva, deteriorazione olio. Difese biologiche: trappole cromotropiche, trappole proteiche, caolino, Spinosad in casi gravi (autorizzato in biologico)
- Occhio di pavone (Spilocaea oleagina): macchie rotonde sulle foglie, defogliazione. Rame in poltiglia bordolese a fine inverno e dopo le piogge autunnali
- Cocciniglia mezzo-grano-di-pepe (Saissetia oleae): scudetto nero sui rami, fumaggine. Oli minerali bianchi in inverno, predatori naturali (Metaphycus)
- Rogna dell'olivo (Pseudomonas savastanoi): tumori legnosi su rami. Eliminare rami colpiti, disinfettare attrezzi
- Tignola dell'olivo: tre generazioni l'anno, danneggia foglie, fiori e frutti. Trappole feromoni
- Margaronia (Palpita unionalis): defogliazione getti giovani. Bacillus thuringiensis kurstaki
- Verticilliosi: avvizzimento branche. Difficile da gestire, eliminare branche colpite e ruotare se possibile
Resistenza al contesto costiero
L'olivo è la pianta costiera per eccellenza: tollera salsedine elevata, vento marino forte, suoli poveri e calcarei. Le piante secolari delle coste mediterranee testimoniano questa adattabilità. L'unico limite serio per la costa centro-italiana sono gli inverni eccezionalmente freddi: temperature sotto -7°C prolungate possono danneggiare la chioma, sotto -10°C compromettere la pianta. Sulla costa adriatica e tirrenica centrale è praticamente sempre al sicuro.
Raccolta e conservazione
- Indice di maturazione (Jaen): visualmente, dall'invaiatura (cambio di colore verde → viola → nero)
- Per olio extravergine di qualità, raccolta a invaiatura iniziale-intermedia (oliva con metà colore cambiato): rese olio inferiori ma qualità eccellente
- Metodi: brucatura a mano (massima qualità), pettine elettrico, scuotitore meccanico, raccolta da terra con reti (per olio di seconda categoria)
- Olio: spremitura entro 24-48 ore dalla raccolta, conservazione in acciaio inox al fresco e al buio
- Olive da mensa: salamoia, debolezza, fermentazione, sott'olio