Noce
Juglans regia
Agronomia
- Periodo di raccolta
- Settembre-Ottobre
- Periodo di potatura
- Estate (Giugno-Luglio) o autunno; MAI a fine inverno (sanguina linfa)
- Forma di allevamento
- Vaso libero / globo; spesso lasciato a libera crescita
- Portainnesto consigliato
- Franco (Juglans regia da seme); Juglans nigra o ibridi per vigore e suoli difficili
- Sesto d'impianto
- 10 × 10 (esemplare isolato); 7 × 7 (frutteto) m
- Resistenza al freddo
- Buona (-20°C pianta); gemme e germogli sensibili alle gelate tardive
- Resistenza alla salsedine
- bassa
- Impollinatori richiesti
- Consigliati per la dicogamia: abbinare varietà con fioritura sfalsata
- Autofertile
- parziale
- Entrata in produzione (anni)
- 5-8 (franco); 3-4 (varietà innestate)
Calendario operativo
Raccolta
- Settimana 36-43luna crescente
Potatura
- Settimana 22-30estivaluna calante
preferita, mai a fine inverno (sanguina linfa)
- Settimana 40-47autunnaleluna calante
alternativa
Relazioni
Tecniche di irrigazione
Ricette
Scheda
Caratteristiche
Grande albero a foglia caduca, longevo e maestoso, coltivato sia per il frutto (la noce, drupa con mallo carnoso e seme oleoso) sia per il pregiato legno. Apparato radicale fittonante e profondo: mal sopporta i trapianti e ama suoli profondi, freschi e ben drenati. Produce giuglone, sostanza allelopatica rilasciata da radici e foglie che inibisce molte colture vicine (in particolare le solanacee come pomodoro, melanzana, patata): da tenerne conto nel posizionamento rispetto all'orto. Varietà di riferimento: Sorrento (italiana tradizionale, tardiva, ottima qualità), Chandler e Lara (a fruttificazione laterale, produttive e moderne), Franquette (francese, fioritura tardiva, sfugge alle gelate), Hartley.
Impianto
- Esposizione: sole pieno, in posizione ampia (è un albero che diventa grande)
- Sesto: 10 × 10 m per esemplari isolati; 7 × 7 m in frutteto specializzato
- Portainnesto: franco da seme (rustico, vigoroso, longevo); Juglans nigra o ibridi per maggior vigore e suoli difficili
- Periodo: novembre-marzo a radice nuda; meglio piante giovani (il fittone rende difficile il trapianto di esemplari grandi)
- Buca ampia e profonda con ottimo drenaggio; il noce teme i ristagni
- Tutore i primi anni; protezione del fusto giovane
Cura annuale
- Concimazione: apporti di fondo autunnali con compost/letame maturo; il noce non è particolarmente esigente una volta affrancato
- Irrigazione: importante nei primi anni e durante l'ingrossamento dei frutti (estate); l'adulto, con radici profonde, tollera bene periodi secchi se il suolo è fresco
- Lavorazioni: cotica erbosa o pacciamatura; evitare lavorazioni profonde che danneggiano le radici superficiali
- Spollonatura e rimozione dei ricacci sotto il punto di innesto
Potatura
- Periodo: Estate (Giugno-Luglio) o autunno; MAI a fine inverno (sanguina linfa). Mai a fine inverno-inizio primavera: il noce "piange" (sanguinamento di linfa) dai tagli, indebolendosi. Si pota in estate (giugno-luglio) o in autunno a foglie cadute
- Tipo: minima. Formazione di un'impalcatura libera nei primi anni, poi solo tagli di pulizia (secco, rami incrociati, succhioni)
- Le varietà a fruttificazione laterale (Chandler, Lara) sono più produttive e richiedono pochissima potatura
Impollinazione e produzione
- Autofertile: parziale. Il noce è monoico ma dicogamo: fiori maschili e femminili della stessa pianta maturano in tempi diversi, riducendo l'autoimpollinazione
- Impollinatori richiesti: Consigliati per la dicogamia: abbinare varietà con fioritura sfalsata. In presenza di altri noci in zona l'impollinazione (anemofila, da vento) è di norma garantita
- Entrata in produzione: 5-8 (franco); 3-4 (varietà innestate)
- Produzione adulta: molto variabile, da decine di kg fino a oltre 50-80 kg per pianta matura e grande
Avversità tipiche
- Antracnosi del noce (Gnomonia leptostyla): macchie scure su foglie e mallo, defogliazioni, frutti deprezzati. Rame, raccolta e distruzione delle foglie cadute
- Batteriosi (Xanthomonas arboricola pv. juglandis): macchie nere su frutti e germogli, può causare cascola. Rame in pre-fioritura e dopo
- Mosca del mallo (Rhagoletis completa): larve che anneriscono e marciscono il mallo, intaccando la qualità del gheriglio. Trappole cromatiche, raccolta tempestiva, igiene del frutteto
- Carpocapsa (Cydia pomonella, anche su noce): larve nel frutto. Trappole a feromone
- Afide e cocciniglie: in genere poco dannosi su pianta adulta
- Difesa biologica: rame, gestione dell'inerbimento, raccolta rapida e distruzione dei residui infetti
Resistenza al contesto costiero
- Salsedine: bassa. È il limite principale: il noce mal tollera salsedine e vento marino diretto, e preferisce suoli profondi e freschi piuttosto che i terreni leggeri e ventosi della prima fascia costiera
- Freddo: Buona (-20°C pianta); gemme e germogli sensibili alle gelate tardive
- Vento: sì, richiede posizione riparata; il vento marino disidrata foglie e germogli e danneggia la fioritura
- In ambiente costiero conviene collocarlo nelle zone più interne e riparate del terreno, lontano dall'orto per via del giuglone
Raccolta e conservazione
- Indici di maturazione: a settembre-ottobre il mallo si fende e annerisce e le noci cadono spontaneamente; si raccolgono da terra o si bacchia/scuote la pianta su telo
- Pulizia: eliminare subito il mallo (macchia molto le mani), lavare i gusci e farli asciugare bene 1-2 settimane in luogo ventilato e ombreggiato per evitare muffe
- Conservazione: noci in guscio ben essiccate durano molti mesi in luogo asciutto e fresco; i gherigli sgusciati irrancidiscono prima (meglio in frigo o congelati)
- Trasformazione: gherigli al naturale, nocino (liquore dalle noci verdi a San Giovanni, fine giugno), olio di noce, in pasticceria e con i formaggi
Diario di campo
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